La prima volta

Il Nudo

La prima volta che ho realizzato un servizio fotografico di nudo artistico, non è stato per una mia iniziativa e nemmeno per la richiesta di una modella. Piuttosto, si è trattato di un’idea scaturita durante uno shooting fotografico di moda con una modella-ballerina.

Ho sempre avuto una particolare ammirazione per la gestualità, l’eleganza e la naturalezza con le quali una ballerina riesce ad assumere ed interpretare ruoli e pose che per altri sono semplicemente impensabili. Ogni volta che, su un qualunque set, scoprivo che la modella con la quale avrei scattato aveva avuto esperienze di danza (sopratutto classica), il mio umore volgeva automaticamente al positivo e la mia creatività ne beneficiava alquanto. Sapevo in anticipo che se, per motivi tecnici o creativi avessi avuto bisogno di far assumere una posa poco usuale, insolita, anche stravagante, la modella-ballerina avrebbe sicuramente trovato un modo, ma sicuramente unico e pieno di fascino per soddisfare quella esigenza.

E, contestualmente, di farle interpretare una espressione in sintonia con il resto della scena.

E’ stato così che, mentre provavo uno schema di luci particolare per evidenziare le linee geometriche e complesse di un abito per una campagna pubblicitaria, ho incrociato il mio sguardo con quello della modella, che, da parte sua, cercava di assecondare questa mia esigenza con una posa credibile che esaltasse l’effetto della luce sul vestito. 

In quello stesso istante, quasi colpiti dalla stessa scintilla, abbiamo scoperto, a posteriori, di aver avuto entrambi lo stesso pensiero. E, se invece del vestito, avessimo potuto occuparci soltanto della luce e delle forme del corpo nudo che questa avrebbe illuminato?

Sarebbe stata, sicuramente, un’esperienza stimolante, intrigante e gratificante.

Ci siamo subito organizzati e questo è il racconto di quella esperienza.

Un solo punto luce

La tecnica

Avevo già un’idea molto precisa del tipo di luce che avrei scelto. L’ avevo utilizzata centinaia di volte. Sempre, quando mi serviva di evidenziare, senza compromessi, i tratti, i lineamenti della persona e dell’abito che questa indossava. Uno schema semplice, dicono alcuni. Ma, lo è solo in apparenza. Anche se si tratta di usare un solo punto luce. Per avere il risultato finale sempre sotto controllo, la scelta è caduta su una lampada a luce continua. Una lampada al quarzo da 2000 Watt con lente di Fresnel. Il flash non sarebbe stato altrettanto efficace.

La Giusta Atmosfera

Lo scatto

Sono bastati pochi istanti per capire che, indipendentemente da come lavorava la luce, io e la modella avremmo dovuto trovare un percorso comune che ci guidasse per tutta lo shooting. Un filo conduttore. Un’atmosfera. Qualcosa che ci aiutasse a creare liberamente. Ognuno seguendo la propria professionalità. Senza costrizioni o incomprensioni. Ne è scaturito un dialogo, fatto prima di mezze parole, poi di brevi frasi e alla fine, di semplici gesti e sguardi più o meno allusivi. Stavamo lavorando insieme seguendo il nostro istinto, stimolato dalla semplice presenza della luce e della forma del corpo. E il risultato ne era la prova tangibile. Un continuo rincorrersi di pose e di inquadrature. Senza mai fermarsi. L’atmosfera era surreale. Lo studio era molto silenzioso. Sembrava vuoto. Deserto. Quasi finto. Chi avesse potuto guardare la scena dall’esterno, avrebbe potuto dire che sembrava di vedere una tipica scena tratta da un film muto. Ogni tanto qualche gesto, qualche accenno di parola e, poi, solo le pose della ballerina e il mio girarle intorno per catturare il punto di vista migliore.

Emotività

Professionalità

Mentre scattavamo, non ci siamo accorti del passare del tempo. E, pur non essendo stata una sessione lunghissima (meno di un’ora), ad un certo punto, quasi contemporaneamente, ci siamo sentiti appagati per quello che di buono immaginavamo di aver fatto e ci siamo fermati. E’ stato un attimo di relax. Abbiamo iniziato a ridere.  Senza un apparente motivo. Esausti ma felici. A quel punto abbiamo deciso di smettere. Di fermarci. Di non scattare più. Come d’incanto, tutto si è trasformato. Adesso, nello studio, si sentiva un vociare continuo e incomprensibile dovuto alle tante parole che ognuno di noi proferiva. Ne avevamo per tutti gli argomenti: le pose, la luce, le sensazioni, le emozioni, l’atmosfera e la soddisfazione per il lavoro fatto. Un abbraccio finale ha suggellato quel momento. Ci sentivamo appagati, felici, contenti. E, alla fine, è sopraggiunta anche la stanchezza. 

Considerazioni finali

La psicologia

Una sola considerazione generale mi sento di aggiungere.

Fare una foto di nudo, fotografare una persona senza vestiti, richiede un’attenzione particolare, difficilmente paragonabile ad altre esperienze fotografiche. L’aspetto psicologico è un fattore di primaria importanza e, come tale, va affrontato prima di ogni altro aspetto. Prima di pensare alla luce, alle pose, alle espressioni, bisogna occuparsi dello stato emotivo, non quotidiano, che quella persona può manifestare quando si presenta nuda davanti agli occhi di un potenziale estraneo. Non si può dimenticare che, in questa situazione, anche un fotografo amico o un conoscente, può diventare un qualunque sconosciuto. Per quanto chiunque decida di farsi fotografare senza vestiti, abbia già, probabilmente, fatto un pezzo del percorso per non sentirsi troppo a disagio, il fotografo, professionista o amatoriale che sia, deve sempre avere la massima attenzione e cura nei riguardi della persona che ha di fronte. Nella preparazione e durante lo svolgimento dello shooting, dovrà muoversi con molta cautela per mantenere sul set un clima di grande professionalità che possa suscitare fiducia e stima. Se possibile, con circospezione, dobbiamo cercare di capire quali sono le motivazioni che hanno spinto questa persona a farsi fotografare nuda. Che si tratti di una sfida con se stessa oppure di una vena narcisista o vagamente esibizionista, dobbiamo comportarci sempre in modo limpido, cristallino e confidente. Solo così questa persona si sentirà a proprio agio. Protetta. E sarà più semplice farla esprimere senza titubanze, dubbi o ripensamenti.

Poi, certo, una volta trovato il feeling e il ritmo giusto, possiamo anche rilassarci e seguire l’onda. Confidenti che il risultato finale saprà ricompensarci.