Cosa non è il Ritratto Corporate

Cos'è il Ritratto Corporate

Il ritratto corporate è diventato, negli ultimi anni, uno strumento di comunicazione estremamente importante. Vuol essere il primo tramite fra se stessi e le persone con le quali intratteniamo rapporti di lavoro. Ancor prima che questi contatti avvengano di persona.

E’ parte integrante della filiera del marketing sia per i professionisti che per le aziende.

Ovviamente non ha nulla a che fare con la foto per la carta d’identità o per il passaporto. Ma, nemmeno con una foto ricordo. Quella da guardare in un futuro prossimo per ricordare i bei tempi andati. Non riguarda i tratti somatici, la morfologia o l’estetica di un volto. Piuttosto, la sinergia fra la posa, l’espressione e l’empatia che può suscitare nei destinatari di quella foto.

Fotografare un concetto

Ritratto Corporate

Il mio primo ritratto corporate risale a molto tempo fa. Quando, probabilmente, ancora non esisteva questo modo di dire. Erano i primi anni ’90 e mi aveva contattato un giovane professionista molto noto nel suo settore. Di li a poco, avrebbe guidato l’azienda di famiglia. Ricordo che la cosa mi aveva fatto molto piacere. Più del solito, perché si trattava di un lavoro al di fuori del mio settore specifico, la moda.

Non riguardava modelle, vestiti, make-up. E, non era semplicemente un volto. Ma, una persona e il concetto emozionale che quel volto e quell’espressione dovevano trasmettere.

E' importante conoscersi

Prima dello scatto

La mia attività professionale era molto frenetica, in quel periodo. Gli appuntamenti e gli shooting si rincorrevano quotidianamente. Perciò, non ho avuto modo di incontrare questa persona, prima di fotografarla. Ma, ricordo benissimo, che, avevo l’esigenza di poterla sentire almeno telefonicamente. Ne è risultata una conversazione piuttosto ampia e molto piacevole. Tant’è, che, abbiamo organizzato subito il servizio fotografico.

Come potete facilmente immaginare, il giorno dello shooting, questo giovane imprenditore non aveva moltissimo tempo da dedicare all’evento. Anche i suoi impegni professionali lo incalzavano. Ma, fortunatamente, non voleva nemmeno fare una cosa frettolosa. Abbiamo così concordato una sessione fotografica un pò più lunga di quanto inizialmente stabilito.

Quei minuti in più ci sono serviti per conoscerci meglio. Anche parlando di cose futili e frivole, oltreché del suo lavoro e delle idee riguardo al ritratto. Per soddisfare le reciproche aspettative professionali, dovevo trovare il filo conduttore attraverso il quale rassicurarlo per guidarlo agevolmente verso la posa e l’espressione finale. Dovevo capire, al di la dell’aspetto tecnico ed estetico, quale fosse il messaggio che quel ritratto avrebbe dovuto veicolare.

Come poi, spesso, capita in queste occasioni, il risultato finale è stato ben diverso da quello che entrambi avevamo immaginato, prima di incontrarci.

E’ stato il frutto del percorso conoscitivo che entrambi abbiamo intrapreso e che ci ha permesso, ognuno per il nostro ruolo, di offrire all’altro, il meglio della nostra professionalità.

Ne abbiamo ricavato un’immagine al tempo stesso, rigorosa, istituzionale, ma, anche empatica e dal sapore informale, colloquiale, quasi amichevole.

Il miglior modo per indurre nell’osservatore una sensazione di fiducia, sicurezza e disponibilità. Tipiche caratteristiche richieste in un ritratto corporate – business.

La mia fotografia

Il mio metodo

Al di la degli aspetti tecnici, questo è il mio approccio professionale alla realizzazione di un ritratto corporatebusiness. Avere il tempo, seppur limitato, di conoscere prima la persona che devo fotografare e capire, anche a grandi linee, che cosa vuol comunicare con un ritratto.

Perché, quel ritratto, non sarà solo un biglietto da visita speciale, ma, un modo per parlare di se stessi, agli altri, ancora prima di poterlo fare di persona.

Al di la della tecnica

Empatia

Fino a quel momento, avevo fotografato centinaia di ragazze. Tutte molto giovani e tutte abituate, per non dire desiderose, di farsi fotografare perché modelle professioniste.

In questo caso invece, si trattava di un giovane professionista, molto energico, abituato a stare, da par suo, in mezzo alla gente, ma, sicuramente poco avvezzo a mettersi in mostra al di fuori del suo ruolo e della sua professione.

Quella prima esperienza è stata molto utile anche perché ho constatato con piacere che, lo stesso approccio empatico, che tanto mi aveva aiutato nei miei lavori di moda, funzionava altrettanto bene anche in un ambito completamente diverso.

Ritagliarsi il tempo giusto, per indagare anche il lato emozionale della persona da fotografare è tanto utile quanto l’aspetto tecnico relativo alla fotografia.

Instaurare un dialogo fatto anche di piccoli gesti e semplici atteggiamenti, di confidenza e fiducia reciproca, aiuta fortemente ad ottenere un grande risultato finale.

Marchio di Fabbrica

La Sfida

Realizzare un ritratto corporate, significa anche accettare una sfida. Oltre alla qualità tecnica ed estetica dell’immagine finale, bisogna contemplare anche l’aspetto relativo al marketing. Per questo, conoscere in anticipo la persona che devo fotografare, anche per pochi minuti, fa parte integrante del mio metodo di lavoro. Quasi un marchio di fabbrica.

Spesso, le aspettative legate all’impatto emozionale che un ritratto corporate può suscitare, sono sottovalutate. Non possiamo permetterci di pensare esclusivamente all’aspetto morfologico ed estetico della persona che fotografiamo. Ma, proprio per dare il giusto valore a questa persona, dobbiamo valutare e considerare, nella giusta misura, anche le reazioni e le aspettative di coloro che saranno i destinatari finali di quel ritratto.